Mia Martini, nata a Bagnara Calabra nel 1947, rappresenta un caso emblematico in cui il talento straordinario,
per vicissitudini di vita e di famiglia, ha stentato ad affermarsi per oltre un ventennio.
La vocazione di Mia Martini, che per molti anni, ha inciso e tentato la via del canto con il nome di Mimì Bertè, è infatti la sorella della
più celebre Loredana, da cui la separavano tre anni di età, si era manifestata prepotente e decisa fin dall'adolescenza.
Mia Martini tenta dapprima l'avventura milanese senza troppi risultati negli anni 60, poi si trasferisce con la famiglia a Roma, dove, condividendo difficoltà con la sorella
e Roberto Fiacchini, noto ai più come Renato Zero, divide ansie ed espedienti per vivere, arriverà anche a lavorare come addetta al sindacato dei musicisti.
Sono anni in bilico tra un successo sempre annunciato e mai dichiarato, e nel momento del decollo definitivo un arresto per uno spinello trovatole in borsa le spezza ancora
una volta le energie e le possibilità di carriera, vengono annullati infatti nel clima di quegli anni lontani, uscite discografiche e concerti.
La volontà di riuscire ed un carattere provato ma tenace e ferreo la rimettono in carreggiata e grazie ad Alberico Crocetta, fondatore del piper, muta il suo nome
da Mimì Bertè in quello di Mia Martini, mutuando il nome dall'attrice Mia Farrow ed il cognome da un simbolo della produzione italiana più
nota all'estero,il mitico Martini.
Gli anni 70 decretano finalmente per questa straordinaria interprete mai dimenticata.una serie di successi e l'attenzione di cantanti come Baglioni che scriverà per lei i primi
successi come" amopre.. amore..amore un corno". e anche Lucio Battisti catturato da una vocalità particolare e di intensissima espressività la vuole a fianco negli special
che il cantante registrerà per la televisione.
Il suio brano , forse più popolare" Minuetto" è del 1973 scritto . a cui seguono incisioni in francese, tedesco e spagnolo.
è il momento atteso da una vita, Mia Martini più che titolata interèprete nazionale diventa una delle voci italiane più apprezzate all'estero. Basti ricordare i recensori francesi
che all'epoca la paragovano alla loro Edith Piaf.
Nel 1974 la critica europea la riconosce come la " cantante dell'anno".
Gli anni d'oro della cantante sono questi e le collaboraioni di grande prestigio non si contano, Riccardo Cocciante, un giovanissimo Mango, Maurizio Fabrizio ed Ivano Fossati, con cui
Mia Martini intratterrà anche una relazione, scrivono per Lei,
Charles Aznavour si innamora della sua verve interpretativa e la vuole a Parigi per uno spettacolo per l'Olimpya.
Dissapori con la casa discografica Ricordi e continui cambi di edizione e di produttori permettono comunque alla Mia Martini
Nel 1983,emule forse del grande Lucio Battisti e complice la sua determinazione e rigore a non cedere a scelte commerciali e di basso profilo, decide di abbandonare le scene.
con uno storico concerto di addio, da cui viene tratto un album discografico.
Nel 1985 Paolo Conte scrive un magnifico brano che doveva segnare il suo ritorno a Sanremo ma il brano viene scartato immediatamente alle selezioni.
La sensazione di abbandono, di incomprensione e forse una insofferenza intima per un mondo che lei amava e sentiva suo, quello della canzone, ma che si esplicava spesso in futilità,
pettegolezzi, dicerie e canzonette che dovevano durare una settimana nella hit parade, causano a Mia Martini una profonda crisi depressiva.
Crisi da cui alcuni amici e discografici la tirano fuori nel 1989 affidandole la canzone"Almeno tu nell'universo" scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio.
l'affermazione di critca e di pubblico al festival di Sanremo è straordinaria e la vita professionale della cantante sembra ridecollare verso le massime vette.
Nel 1990 terza partecipazione al Festival di Sanremo e terzo premio della critica guadagnato con la canzone "La nevicata del '56" ancora scritta per lei da Franco Califano.
Dopo collaborazioni con Murolo e il sempre presente Gragnaniello, Mia Martini è ancora al festival con una splendida canzone su testo di Bigazzi "Gli uomini non cambiano".
Di questi anni è anche l'album" lacrime" che sarà un successo in termini anche di vendite.Sono anni intensi, ri recuperati rapporti con la sorella Loredana, di riletture di brani di grandi autori,
da francesco De gregori a Vasco Rossi, da Fabrizio De andrè a Zucchero.
Nel 1995 a Cardano al campo, in modo imprevisto, ma non a detta di chi era molto vicino alla cantante, viene trovata senza vita casa in cui si era traserita
forse per cercare una vicinanza a suo padre, presde di un Liceo a Gallarate.
Una esistenza piena, vera, autentica, fatta di talento,di abilità, di solitudini e di insofferenze, e forse nella mancata accettazione di alcune regole vili e di mercato,
sta la chiave di tutta la parabola creativa di questa interprete che , senza timore di poter essere smentiti, va annoverata come una pietra miliare nella storia della interpretazione
della canzone d'autore , non solo italiana.
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